Esprimersi o avere ragione

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Ultimamente mi è capitato più spesso di leggere su internet articoli e post sugli argomenti più svariati.
Di qualunque tema si parli, di questioni di giustizia, di avvenimenti personali, notizie dell’ultima ora o lo show televisivo del momento ciò che davvero non manca mai sono i numerosi commenti di chi visualizza l’informazione.

Si tratta di una tendenza che riscontro sempre più di frequente e che mi colpisce molto. Nella vita come nel lavoro infatti, mi è capitato frequentemente di incontrare persone timide, che faticano a socializzare e spesso lamentano una difficoltà nell’esprimere la propria opinione. Possono essere numerose le situazioni in cui ci sentiamo “senza argomenti”, come se fossimo scoperti e che ci fanno sentire in una sorta di senso di inferiorità che nel confronto (reale) con l’altro sembra prendere il sopravvento.

Eppure dietro allo schermo diventiamo tutti cuor di leone, pronti a batterci a suon di commenti per esprimere con forza le nostre idee, spesso pronti anche ad insultare chi ci contraddice con il suo pensiero diverso. Mi chiedo se questo sia uno dei tanti effetti collaterali che internet e la (non) vita virtuale ha su di noi.

Forse è bene sempre tenere a mente che dietro lo schermo, dietro ogni tastiera c’è un essere umano, un’altra persona come noi, che soffre, lotta con la propria storia a cui non abbiamo accesso.  Prima di scrivere l’ennesimo commento feroce scagliandoci contro il malcapitato di turno, forse potremmo cogliere l’occasione di interrogarci sul perché diventa così importante per noi affermare con tale forza il nostro pensiero.

Ritengo che esprimere le proprie idee sia ben diverso da voler convincere l’altro a tutti i costi di avere ragione. Spesso, almeno per la mia esperienza, esprimere se stessi ed avere ragione hanno poco a che fare tra loro.

Credo inoltre che esprimersi e farsi un’opinione su un argomento sia un lavoro che richiede un tempo ed uno sforzo che vanno molto oltre il leggere qualche notizia in ordine sparso.
Internet è uno strumento che ha sicuramente rivoluzionato l’informazione, rendendo accessibili una marea di strumenti che prima erano ad esclusiva disposizione degli specialisti del settore. Di certo, però, non ci rende tutti specialisti in tutto!

Abituarci ad utilizzare espressioni come “penso che”, “questa è la mia opinione”, “secondo il mio punto di vista” forse può aiutarci a ricordare che la nostra voce ha diritto ad esprimersi come quella di tutti gli altri e che la maggior parte delle volte abbiamo accesso solo ad una visione parziale delle notizie che leggiamo.

Mi viene in mente un simpatico aneddoto che riguarda la vita di Einstein e che mi torna spesso utile nella quotidianità per mantenere la mia mente “sveglia” e che credo possa essere utile a tutti.
Einstein ha lavorato per molti anni in un ufficio brevetti; il suo compito consisteva nel valutare se concedere un brevetto a tutti coloro che ne facevano richiesta, convinti di avere avuto un’idea geniale, quantomeno originale.
Fu proprio in questo contesto che il grande scienziato ebbe modo di sviluppare il suo pensiero critico.

Adottò un sistema molto semplice che mi sento di suggerire a chiunque voglia esercitare il proprio pensiero critico e che fu suggerito ad Einstein dal suo capo: ogni volta che valuti una domanda di brevetto”parti dal presupposto che tutto ciò che dice l’inventore sia sbagliato… altrimenti ti adeguerai al suo modo di pensare, e ciò ti provocherà dei pregiudizi.
Il tuo spirito critico deve rimanere sempre vigile.”

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