Psicologi italiani per Parigi. Dare un senso al dolore.

Parigi

Finora sono rimasta in silenzio di fronte allo sgomento dei recenti avvenimenti di Parigi, perché ritengo che le parole, quando non sono precedute da una riflessione, non solo non servano ma possano facilmente diventare velenose, pericolose forse quanto i fatti.

Silenzio.
Perché il silenzio, quando è riflessione e non indifferenza, resta per me la più alta forma di rispetto, l’obiettivo più difficile da conseguire in un tempo in cui vomitiamo continuamente e pubblicamente una sconfinata brodaglia informe di emozioni non elaborate, non pensate.
Nel mio silenzio ho raccolto tutte le mie emozioni, lo sgomento, la paura, la confusione, la rabbia, la frustrazione, il disgusto, lo sconforto, la disperazione, la tristezza. Ho cercato di tenerle tutte dentro di me, tutte insieme, in attesa che come un puzzle si ricomponessero in un quadro coerente, in un’unica grande immagine di speranza.

Quando qualche giorno dopo sono salita su un aereo tutte le tessere si sono mischiate tra loro e ho avuto paura, perché siamo sempre spaventati da ciò che non riusciamo o non possiamo comprendere. Le ho però tenute ancora, in silenzio, tutte mischiate dentro di me perché non erano ancora mature per essere espresse, perché il quadro non era ancora completo.

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Oggi sono qui a scrivere pensando ai fatti di Parigi, alla natura dell’uomo, alla vita e alla morte, a quale sia il senso delle nostre vite… ho ancora tante domande e credo che la più grande sia “Perché?”.
E se adesso vi aspettate l’ennesima spiegazione, mi spiace molto deludervi ma io non ce l’ho.
Ho rotto il mio silenzio solo perché in questo turbinio di inquietudine generale i pezzi del mio puzzle si sono in qualche modo riuniti… hanno trovato un senso. Non nelle parole ma nei fatti.

Il sito Psiche.org ha lanciato l’interessante iniziativa “Act for Paris” a cui partecipo e che continua a raccogliere le adesioni di psicologi e psicoterapeuti italiani che a titolo gratuito offrono la propria disponibilità a fornire un sostegno psicologico online per gli italiani che risiedono a Parigi e che stanno combattendo in questo momento con le loro paure, che stanno cercando di ricostruire il loro puzzle.

Personalmente penso che se c’è qualcosa di sensato in tutto questo caos è la speranza in un mondo migliore; se eventi come quelli di Parigi possono in qualche modo essere onorati e rispettati, il modo migliore per me è restare in silenzio e agire in modo costruttivo.
Che per ogni vittima ci possa essere una ri-nascita in ciascuno di noi.

Se l’odio di poche persone può generare altro odio così grande, pensiamo cosa può accadere se ognuno di noi mette a disposizione una piccola parte di sé, ciascuno secondo ciò che può, per creare un’ondata di sana, alta umanità.

 

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Se sei uno psicologo o uno psicoterapeuta abilitato e sei interessato al progetto, puoi offrire il tuo aiuto come volontario. Se sei un cittadino italiano e conosci persone italiane che vivono a Parigi puoi segnalare l’iniziativa!

(Le foto che trovate nell’articolo sono state scattate da me qualche anno fa. Le ho scelte per rappresentare la grande dignità, libertà e vitalità di una città come Parigi che per me rappresenta tante cose ma che non riesco proprio ad associare ad immagini di morte e lutto. È il mio modo per rendere rispetto a  questa città e a chi le dà vita.)

 

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