Come funziona

Iniziare una nuova esperienza può essere particolarmente spaventoso quando non si sa cosa ci aspetta, per questo mi sembra utile condividere qualche informazione su come funziona un percorso terapeutico.
Attraverso una serie di domande, che sono le più frequenti, proverò a rispondere ai dubbi che è naturale avere ogni volta che ci si avventura in qualcosa di nuovo per noi.

 

Cosa serve per iniziare un percorso terapeutico?

Non è necessaria una richiesta del GP, né l’invio di un altro specialista. È sufficiente un pizzico di coraggio e il desiderio di conoscere se stessi.
Se ti senti un po’ spaventato/a, non preoccuparti, sei in buona compagnia! Paura e Desiderio sono sempre presenti dentro di noi e lottano continuamente per prevalere. Appena senti che il tuo desiderio di conoscerti meglio supera la paura di farlo quello è il momento buono per muoversi, scrivendo (un messaggio o un’email) o chiamando il terapeuta che hai scelto per prendere un primo appuntamento.

 

Cosa succede nel primo incontro?

I primi 2 incontri sono colloqui conoscitivi in cui ripercorriamo insieme la tua storia personale ed esploriamo le ragioni che ti conducono a fare una richiesta di aiuto. All’interno dei colloqui avremo anche modo di parlare del metodo che utilizzo, valutare se è quello più adatto alla specifica situazione e, in base agli obiettivi, poi decidere insieme eventualmente come proseguire.

La frequenza degli incontri può essere di 1 o 2 volte a settimana e la durata di ogni incontro è di 50 minuti.

 

Quanto dura un trattamento?

Il trattamento terapeutico è come un vestito fatto su misura: si adatta alla specificità delle situazioni e all’unicità di ciascuno di noi. Per questo è difficile poter dare una risposta precisa rispetto alla durata generica di una terapia.
La lunghezza del percorso, che può essere a breve, medio o lungo termine, può variare in base a vari fattori: agli obiettivi che ci diamo e a come questi possono evolvere nel tempo, alle risorse che emergono durante il lavoro, ma anche in base a fattori esterni (per esempio, una promozione lavorativa oppure un lutto) che possono velocizzare o rallentare il ritmo della terapia.

Che succede se non posso venire ad una seduta?
La continuità è uno dei fattori fondamentali all’interno di una terapia. Come in palestra si allena il corpo con costanza, allo stesso modo è fondamentale mantenere il più possibile il ritmo degli incontri quando si vuole lavorare con “i muscoli della mente” per raggiungere i propri obiettivi.
Per tutelare la continuità del lavoro, indispensabile perché la terapia possa funzionare al meglio, quando non è possibile tenere la seduta all’orario pattuito, in genere propongo un recupero che può avvenire su Skype o nella settimana successiva a quella della seduta saltata.

Qualunque comunicazione rispetto allo spostamento o cancellazione di una seduta deve comunque avvenire con un preavviso di almeno 24 ore, altrimenti la seduta sarà addebitata.

 

Posso interrompere la terapia quando voglio?
È possibile concludere il percorso terapeutico in qualunque momento. In genere si cerca di concordare insieme la fine del percorso, ciò che è importante è dedicare al tema della chiusura almeno un ultimo incontro utile a riflettere su cosa stia accadendo, tirare le fila del lavoro fatto fino a quel momento e mettere a fuoco gli obiettivi raggiunti. Questo è in genere un momento molto prezioso che consente di mettere in luce aspetti utili a conoscersi meglio ed eventualmente a ricominciare in futuro una nuova esperienza terapeutica ripartendo dal punto in cui si è conclusa quella precedente.

 

Quanto costa?

Il costo dei singoli colloqui conoscitivi è di £70, le eventuali sedute successive avranno un costo che fisseremo insieme all’interno dei colloqui stessi. 

 

Quello di cui parliamo in terapia resta segreto?

Tutto quello di cui si parla durante la terapia è legato dal segreto professionale e protetto dalla legge sulla Privacy. La riservatezza e l’anonimato sono rispettati anche quando, come richiesto dal codice etico, confronto il mio lavoro clinico con un supervisore, cioè un collega esperto che mi aiuta a mantenere gli alti standard professionali richiesti e che rispetta lui stesso.

 

Ho cercato di rispondere ai dubbi e alle domande più frequenti, ovviamente non è una lista esaustiva di tutte le domande che potrebbero sorgere. Qualora dovessi avere altri dubbi, perplessità, questioni a cui non hai trovato risposta fin qui, non esitare a contattarmi.